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Tamiflu-resistant H1N1 Varients Has Experts Worried

Posted on 24 noviembre 2009 by admin

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Via HSToday:

by Anthony L. Kimery

‘Argues for vaccination as the one sure way to combat this disease before it strikes’

Four patients at Duke University Medical Center in Durham, NC, at least five persons in a hospital in Wales, and a father in Quebec, Canada have become infected with an apparently mutated strain of H1N1 that is resistant to Tamiflu (oseltamivir), the leading antiviral of choice to treat influenza in lieu of having a vaccine.

Meanwhile, Norwegian health authorities reported a potentially significant mutation in H1N1 that could be responsible for the severest symptoms in those infected by the strain – especially persons most at risk to the virus – which authorities are monitoring carefully because of concerns that it, too, might become resistant to Tamiflu, and, possibly, other antivirals if they become as widely administered as oseltamivir.

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Mutazioni del virus A H1N1 erano già state riscontrate in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Usa. Le ultime notizie sulla pandemia di influenza suina!

Posted on 21 noviembre 2009 by admin

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L’Oms – nell’annunciare ufficialmente la mutazione – ha confermato le notizie che avevo raccolto nei giorni scorsi nei blog gestiti da medici e da specialisti di malattie virali, ovvero che mutazioni dello stesso tipo erano già state riscontrate in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Usa sin dall’inizio di aprile.

La Norvegia non è il solo paese dove le nuove mutazioni sono state isolate nelle ultime settimane.

Negli Stati Uniti quattro persone residenti nel North Carolina sono risultate positive ad una tipologia di virus resistente al farmaco Tamiflu. Si tratta di casi, manifestatisi nelle ultime sei settimane, studiati presso il centro medico della Duke University, a Durham. La mutazione potrebbe interessare la capacità del virus entrare più in profondità nel sistema respiratorio e causare una malattia più grave. In altri termini il virus mutato salterebbe le vie respiratorie superiori e attaccherebbe subito i polmoni.

Per l’Oms la mutazione resta sensibile agli antivirali Oseltamivir e Zanamivir e ai vaccini pandemici attualmente disponibili. Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore di Sanità, sostiene che: “La mutazione lascia inalterata l’efficacia di antivirali e vaccino. Inoltre il fatto che tali mutazioni sporadiche si riscontrino da un certo periodo indica che il virus mutato non ha una grande capacità diffusiva ed è meno contagioso”. Di diversa opinione il professor Fabrizio Pregliasco, virologo all’università di Milano, che ha detto: “La mutazione del virus dell’influenza A può incidere sul vaccino, riducendo la percentuale di protezione”.
I dati che arrivano dagli Stati Uniti indicano che la pandemia avrebbe raggiunto il suo picco e starebbe declinando. Finora negli Stati Uniti sono state contagiate 22 milioni di persone e si sono verificati 3.900 decessi, tra i quali 171 bambini tra i casi confermati e 500 tra quelli non ancora confermati.

In Italia siamo ad oltre due milione di ammalati (736 mila in una settimana: la 45ma dell’anno) e 58 morti. Quattro milioni di malati e circa 5 mila morti: è il bilancio dell’influenza stagionale dell’anno scorso.

Alla mutazione si aggiunge anche la preoccupazione per l’azione combinata di influenza pandemica e di stagionale. Uno scenario plausibile è di 8-12 milioni di malati e di 10-15 mila morti. Sempre che il virus della suina non diventi ancora più letale.

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